Fantalica Art-Sharing CONDIVIDIAMO L’ARTE

FANTALICA ART SHARING

CONDIVIDIAMO L’ARTE

“L’arte non si può separare dalla vita. È l’espressione della più grande necessità della quale la vita è capace.”
Robert Henri

L’associazione culturale Fantalica APS, a partire dal 23 marzo 2020 intende attivare il progetto Fantalica art sharing per promuovere la condivisione di opere d’arte realizzate dai soci e dagli artisti che collaborano o che hanno collaborato con l’associazione. L’obiettivo è quello di favorire la circolazione di opere d’arte figurativa, fotografie, performance, testi letterari, che valorizzino l’espressione artistica anche in questo periodo di emergenza sanitaria, che costringe tutti noi a vivere in una condizione di isolamento fisico, che però non deve e non può essere un isolamento culturale ed espressivo.

L’associazione culturale Fantalica APS dal 2002 si impegna a promuovere l’arte nelle sue varie forme e in particolare la sua condivisione, rivolgendosi a tutte le fasce di età, con un approccio interdisciplinare e interculturale.

Proprio per questo motivo Fantalica art sharing ha per noi un valore particolare, perché andrà a coinvolgere coloro che anche oggi hanno voglia di comunicare il proprio “fare artistico” credendo, come noi, che l’arte possa migliorare la vita quotidiana, dandone un senso più alto. E proprio quando si è privati della libertà di incontrarsi fisicamente e di condividere appieno le proprie passioni, ci viene incontro la tecnologia, che, pur nei suoi limiti, ci permette comunque incontri virtuali e scambio di idee.

Partecipa a questo evento e condividi anche tu la tua ARTE, scopri come:

Intrecci creativi – LE OPERE

L’Arte è questo: scappare dalla normalità che ti vuole mangiare!

Intrecci creativi – LE OPERE

Proseguono i lavori dei nostri soci coinvolti all’interno del progetto “Intrecci Creativi – L’Arte in comunicazione”, e oggi vi presentiamo qualche dettaglio dei lavori realizzati dai nostri soci del laboratorio di Disegno e Pittura.

INTRECCI CREATIVI – Arte

Non è sempre facile mettersi in gioco e provare ad esprimere se stessi, le proprie emozioni, pensieri e paure attraverso l’arte.
È quasi come “mettersi a nudo”, esporsi …
Ma non farlo porta a reprimere la parte più comunicativa ed emotiva di noi stessi.

“L’ARTE, in ogni sua manifestazione e forma, è la più alta espressione umana di creatività e di fantasia, ed è l’unico momento che permette all’uomo di esteriorizzare la propria interiorità.”

Il significato della parola «arte» non è definibile in maniera univoca ed assoluta. La sua definizione è variata nel passaggio da un periodo storico a un altro, e da una cultura a un’altra, da una forma all’altra.

Abbiamo quindi chiesto ai nostri soci partecipanti ai laboratori di Disegno e Pittura, di lasciarsi ispirare dalle opere fotografiche dei nostri soci, esposte a Palazzo Moroni durante in festival della fotografia “Photo Open Up”.
Da qui è cominciata la loro avventura: ognuno ha scelto un’immagine, si è lasciato ispirare e ci ha raccontato una storia, un’emozione, un frammento …

Intrecci creativi - LE OPERE
Intrecci creativi - LE OPERE
Intrecci creativi - LE OPERE
Intrecci creativi - LE OPERE
Intrecci creativi - LE OPERE
Intrecci creativi - LE OPERE

Non vi vogliamo rivelare troppo delle opere …
vi aspettiamo il 18 aprile all’inaugurazione ufficiale di INTRECCI CREATIVI.

Vi lasciamo però qualche piccolo dettaglio…

Intrecci Creativi 2019-20 – Dialoghi e Conflitti

UNESCO – Lisbona, 6-9 marzo 2006:

Citazione: ” … anticipare le nuove esigenze dando un posto speciale all’insegnamento dei valori e delle materie artistiche al fine di incoraggiare la creatività, che è un attributo distintivo della specie umana. La creatività è la nostra speranza.”

Intrecci Creativi 2019-20 – Dialoghi e Conflitti

Con il nuovo anno l’Associazione Culturale Fantalica vuole dare ai propri soci la possibilità di dar libero sfogo alla propria creatività e al proprio talento artistico, attraverso il progetto “Intrecci Creativi – L’arte in comunicazione”, edizione 2019-20.

Intrecci Creativi vuole essere un progetto che vedrà coinvolti annualmente i vari soci, partecipanti ai molti laboratori tenuti nella sede di Padova, i docenti e l’organizzazione stessa dell’Associazione.
L’intreccio per definizione è un insieme complesso di elementi e di fenomeni che si incrociano e interferiscono tra loro. Di realtà che entrano in contatto e si contaminano a vicenda per dar vita a un qualcosa che da solo non avrebbe avuto modo d’essere.
L’arte non è mai settoriale, non è mai a scompartimenti. È fatta di varie realtà e di molte sfaccettature.
Un artista non ha mai un solo modo di esprimersi: la creatività e la curiosità lo spingono a sperimentare sempre nuove vie di comunicazione, per far si che la sua espressione artistica arrivi al maggior numero delle persone.

Intrecci Creativi 2019-20

Il tema che ci siamo dati per quest’anno vuole riprendere il filone del Festival della Fotografia Photo Open Up, promosso dal comune di Padova lo scorso autunno: Dialoghi e Conflitti.

Tra i molti partecipanti alcuni soci di Fantalica hanno esposto le proprie opere fotografiche, nella categoria Altre Visioni: Stefano Baldin, John Cut, Lorenzo Dalla Pria, Marco Padovan, Renzo Saviolo e Sara Tramarin.

Proprio queste foto hanno lanciato l’ispirazione ai soci frequentanti i corsi di Scrittura Creativa, che fin da subito, con grande coraggio hanno accolto il nostro invito e si sono messi in gioco producendo alcuni testi brevi.
Una fotografia, un’immagine, spesso può essere il punto di partenza per immaginare altre vite, diverse dalla nostra, altri mondi e le più svariate emozioni.

A breve tutte queste opere fotografiche e i testi prodotti passeranno nelle sapienti mani dei nostri soci di Disegno e Pittura: a loro spetterà l’arduo compito di re-inventarle dal punto di vista pittorico e produrre magnifiche opere d’arte.

Intrecci Creativi 2019-20

L’Arte è tutto questo: immaginazione, emozione, sentimento, paura e coraggio, libertà di essere se stessi lasciando ad altri la preoccupazione di apparire sempre perfetti e composti.

 

L’Arte è imperfetta e scomposta per natura…. altrimenti non sarebbe ARTE!

…per saperne di più scopri cosa abbiamo realizzato nella scorsa edizione di “Intrecci Creativi – Le Emozioni

Il potere dell’Arte: Van Gogh, Monet, Degas

SPECIAL EVENT di Pomeriggi d’Arte 2019-2020: ciclo di incontri e visite guidate connesse al concetto del Potere politico, culturale, intellettuale e sociale, tra alcuni capolavori dell’arte a Padova, prevede la VISITA GUIDATA-“IL POTERE DELL’ARTE: VAN GOGH, MONET, DEGAS” la collezione Mellon dal Virginia Museum of Arts.
Fantalica vi accompagna nelle visite del 9 Novembre e il 15 dicembre 2019 a Palazzo Zabarella, a cura della storica dell’arte Silvia Gullì.

Dal 26 ottobre 2019 all’1 marzo 2020, Palazzo Zabarella ospita, grazie al proseguo del progetto della Fondazione Bano, oltre settanta opere in esclusiva per l’Italia, che celebrano due fra i più importanti mecenati del Novecento, i coniugi Mellon. La mostra, curata da Colleen Yarger, presenta una preziosa selezione della Mellon Collection of French Art dal Virginia Museum of Arts.

Dopo essersi interessato all’arte britannica, negli anni ’40 del novecento, Paul Mellon conobbe la sua seconda moglie, Rachel Lambert Mellon che con il suo interesse francofono lo portò ad avvicinarsi all’arte francese.
La loro collezione è composta in gran parte da dipinti impressionisti e include capolavori di ogni importante scuola di arte Parigina. Questi vanno dal Romanticismo al Cubismo per concludersi con quelli della Scuola di Parigi.

Nel loro insieme queste opere dimostrano la visione personale dei Mellons e le strategie di raccolta delle opere, che forniscono un contesto per comprendere un po’ di più questa collezione unica. Infatti ogni opera risuona e trae forza dalle altre nell’insieme creato con meticolosità e amore dai coniugi Mellons. Capolavori di Edgar Degas, Eugène Delacroix, Claudet Monet, Pablo Picasso e Vincent Van Gogh sono solo alcuni dei tesori in mostra.

Palazzo della Ragione – Visita guidata

In primo piano

Pomeriggi d’Arte – 2019-2020 –  La prima VISITA GUIDATA del ciclo di Pomeriggi d’Arte  prevede la visita al Palazzo della Ragione a Padova.
Quest’anno Fantalica si concentrerà sui luoghi del potere a Padova.

Palazzo della Ragione a Padova

Siamo nel 1218, a Padova è una giornata fresca e limpida, quando Giovanni degliPalazzo della Ragione Eremitani firma i documenti per dare inizio alla costruzione della nuova sede comunale di Padova.
Questa struttura pubblica, una delle più grandiose tra quelle risalenti all’età gotica, fu realizzata in pieno periodo comunale, in una foggia ridotta e semplice.
Di Giovanni degli Eremitani non sappiamo poi molto, ma dell’opera  cui diede inizio, sicuramente le notizie sono assai più cospicue.

Edificato ed abitato in età precedenti il luogo dove sorge l’attuale Palazzo della Ragione rimane il cuore della città di Padova. Unici testimoni sono le fonti e i resti architettonici.
Sotto il Palazzo, infatti, rimane memoria dell’età romana. Le testine romaniche scolpite, poste sugli stipiti degli archi di accesso al mercato sotto il Salone, ne sono una riprova. Non si conosce la data esatta della costruzione primitiva ma già nel 1166 esisteva la parte inferiore dell’edificio che aveva funzioni pubbliche.

Palazzo della Ragione - scavi

I resti romani rinvenuti in sito, nel corso degli scavi condotti sul finire del secolo scorso, sono visibili a circa 7 metri di profondità rispetto alla quota di calpestio del soprastante Palazzo. Si tratta di una piccola porzione di edificio domestico di età imperiale, costruito a sua volta sopra strutture più antiche. Si possono ancora ammirare murature con tracce di affreschi parietali e un frammento di mosaico pavimentale bianco e nero. Tali elementi si conservarono sotto il crollo della copertura in tegole e coppi.

L’imponenza fisica del Palazzo della Ragione rispecchia l’importanza del luogo ed il valore che questo ha avuto nel corso della storia di Padova.
Lungo 82 metri ed alto 27 metri separa Piazza delle Erbe da Piazza della Frutta.
Inizialmente l’edificio aveva lo scopo di ospitare i tribunali e gli uffici finanziari.
Ruolo che rispettò in età comunale, ma anche durante la signoria Carrarese e durante la dominazione Veneziana (fino al 1797).

Un edificio dalle molte facce: a seconda delle esigenze della città si convertiva anche in sede commerciale, funzione che mantenne nel tempo.
Uno stretto rapporto ha da sempre legato il Salone e la giustizia.
“Salone” …
Fu proprio Johann Wolfgang Goethe, dopo una visita a Padova, a definire il Palazzo della Ragione il “Salone”: una sala talmente grande da non riuscirla ad immaginare neanche dopo averla vista.
Palazzo della Ragione - internoAi giorni di frate Giovanni degli Eremitani la vita delle città comunali era regolata da “statuti”: i primi risalgono all’inizio del XII secolo e riguardano soprattutto il commercio e le istituzioni politiche.
La forma attuale la si deve proprio a quest’uomo: tra il 1306 e il 1309 fece alzare la grande volta in legno a due calotte.
In un secondo momento furono aggiunti il porticato e le logge a copertura delle scale.
Il tetto fu rifatto, a capriate in legno di larice, secondo il modello di una carena di nave rovesciata: senza colonne centrali e ricoperto da piastre di piombo.

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