Workshop – Acquerello – Il monocromo e le sue varianti – 8 giugno

L’Associazione Culturale Fantalica, per la primavera, presenta una serie di laboratori artistico-espressivi. Workshop – Acquerello a Padova

Descrizione

Il Workshop – Acquarello – Il monocromo e le sue varianti, proposto dall’Associazione Culturale Fantalica, verte sulle potenzialità del monocromo.
L’intero percorso si struttura su un primo studio a matita, individuando le criticità del soggetto e gli obiettivi del lavoro compiuto con la successiva realizzazione ad acquarello step by step.
I partecipanti realizzeranno i soggetti guidati dall’esperienza dell’artista Romina Illuzzi.

Obiettivi

Il seminario ha come obiettivo quello di avvicinare il partecipante alla tecnica dell’acquerello.
Partendo dal disegno preparatorio l’esecuzione si articolerà sino alla stesura del colore.

Attività proposte

Le attività proposte all’interno del Workshop – Acquarello – Il monocromo e le sue varianti, hanno carattere pratico:  si chiederà agli allievi tanta partecipazione attiva.

In particolare si articolerà l’intero lavoro in due fasi:

  • primo studio a matita sul tema del paesaggio o del ritratto.
  • realizzazione ad acquerello del disegno preparatorio.

Destinatari

Il seminario è rivolto a tutti coloro che vogliano apprendere la tecnica dell’acquerello.
Le lezioni saranno incentrate sulla pratica e sulle varie tecniche di pittura.

Numero partecipanti: minimo 8 massimo 12.

Durata: 8 ore.

Giorno: 8 giugno.

Orario: ore 9.30 – 13.00 / ore  14.00 – 16.30.

Per partecipare è necessario iscriversi versando il contributo all’Associazione Culturale Fantalica.

VIA ANNIA: SULLE TRACCE DI UN’ANTICA STRADA

Portello Segreto 2019 – Simboli e misteri. Il primo incontro culturale ci guiderà alla scoperta della Via Annia.

Stesa nel 131 o nel 153 a.C. da un magistrato appartenente alla gens Annia – il pretore Tito Annio Rufo o il console Tito Annio Lusco – la via Annia è dunque una delle più importanti arterie stradali del Veneto di epoca romana.

Secondo una delle ipotesi finora più accreditate, essa fu concepita come prolungamento della via Popillia che da Rimini raggiungeva Adria. Sicuramente il suo capolinea settentrionale era Aquileia e il suo tracciato seguiva, a partire da Padova, l’andamento del litorale adriatico che delimita il golfo di Venezia, pur mantenendosi più arretrato rispetto all’effettiva linea di costa.

1. Il tracciato della Via Annia secondo l’ipotesi del topografo Luciano Bosio

Un tracciato che si sviluppa quindi attraverso siti e luoghi che, a partire dall’età del Bronzo recente, avevano costituito un interessante sistema fatto di rispondenze tra mare e terra, integrato con percorsi interni terrestri, fluviali e rotte marine, che dagli angoli più remoti del Mediterraneo aveva portato in area alto-adriatica le genti più diverse.
Si può affermare che la via Annia costituisca, unitamente alla via Postumia (costruita nel 148 a.C. per unire Aquileia a Genova), un’infrastruttura viaria di eccezionale rilevanza. In ottica romana era di certo finalizzata al controllo politico del territorio, ma anche al collegamento dei territori dell’Italia nord-orientale con il resto del mondo romano e, conseguentemente, alla promozione e all’incremento degli scambi culturali e commerciali tra le aree collegate. Proprio la capillarità della rete viaria di epoca antica denota infatti come questi territori nord-orientali, ricchi, fertili e strategicamente proiettati verso il centro dell’Europa, siano stati, per i Romani, al centro di una vera e propria “politica alto-adriatica”.

Con il consolidarsi della presenza romana nel nord-est dell’Italia, in quel territorio destinato a divenire all’inizio del I secolo d.C. con Augusto la X Regio, anche l’organizzazione territoriale è pervenuta a un’eccezionale sviluppo. Questo è attestato dal sorgere, parallelamente all’articolarsi della rete stradale, di vaste divisioni agrarie (centuriazioni a nord e a sud di Padova, nell’agro altinate, a nord/nord-est di Concordia e a nord-ovest di Aquileia), di nuclei insediativi sparsi nelle campagne (vici, ville rustiche), nonché di veri e propri insediamenti urbani dislocati nei punti strategici, alcuni di antica tradizione, altri di più recente crescita urbana.
Gli studi condotti sul tracciato dell’Annia a partire dall’inizio del secolo scorso, unitamente alla lettura delle fotografie aere e delle riprese da satellite, hanno permesso di ricostruire con certezza gran parte del percorso di quest’antica strada romana della quale restano sì significative emergenze archeologiche, ma di cui molto resta ancora da scoprire.

Alcune testimonianze

Dell’esistenza della via Annia le fonti antiche hanno fornito diverse testimonianze, anche se in modo non omogeneo per l’intero percorso. Per il tratto Adria-Padova, infatti, le fonti tacciono completamente, per cui la ricostruzione del tracciato è ipotizzata esclusivamente sul dato archeologico, toponomastico, e sull’analisi delle riprese aeree. Diversa è invece la situazione relativa al tratto Padova-Aquileia per il quale vi sono numerose menzioni. In particolare, in tre degli Itinerari antichi vengono indicate, in maniera abbastanza concorde, le distanze intercorrenti tra i centri principali toccati dalla strada – Padova, Altino, Concordia, Aquileia – e vengono menzionate anche le principali stazioni intermedie per la sosta e il cambio dei cavalli.
La ricostruzione del percorso dell’antica strada romana poggia anche su alcuni dati archeologici fondamentali. In primo luogo il rinvenimento dei miliari, i cippi di forma circolare, fatti disporre dai costruttori della strada o da coloro che, nei tempi, ne avevano promosso opere di restauro e manutenzione, che venivano dislocati lungo il tragitto e spesso recavano la distanza in miglia di punti logisticamente rilevanti rispetto ai centri principali.
Alcuni di questi cippi miliari sono stati rinvenuti in situ, di altri, rinvenuti fuori contesto, è stato però possibile ipotizzare la collocazione originaria.
Ma il tracciato dell’Annia è stato ricostruito anche in base al rinvenimento di strutture e infrastrutture connesse alla strada. Per quanto riguarda le strutture, non pochi sono i veri e propri lacerti stradali rinvenuti nei territori attraversati: si tratta per lo più di stratificazioni di ghiaie pressate nelle aree extraurbane; di terrapieni funzionali all’attraversamento in posizione sopraelevata di quelle estese aree paludose che delimitavano la gronda lagunare e, infine, di vere e proprie pavimentazioni in basoli (lastre poligonali in pietra) nei contesti urbani.

2. La Via Annia a Concordia Sagittaria (VE). Pavimentazione in basoli (Archivio Progetto Via Annia).

Tra le infrastrutture sono i ponti a rivestire un ruolo di primo piano, poiché la via Annia attraversava un territorio idrograficamente difficile, solcato da numerosi corsi d’acqua che sono oggi in parte scomparsi, ma che in passato erano caratterizzati da significativa portata e pertanto richiedevano la presenza di solidi ponti in pietra.


Foto: Padova, Musei Civici – Museo Archeologico. Allestimento della sezione dedicata alla Via Annia, realizzato nell’ambito del Progetto Via Annia (foto Gabinetto Fotografico – Musei Civici di Padova).

Dott.ssa Francesca Veronese,
Curatore Museo Archeologico, Musei Civici di Padova

 

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Il David di Michelangelo a Fantalica

L’Associazione Culturale Fantalica racconta il percorso che l’artista Clarissa Lionello sta portando avanti con i soci del laboratorio di Disegno e Pittura – I° modulo. Il David di Michelangelo a Fantalica

Il David di Michelangelo a Fantalica

Il percorso previsto nel laboratorio di Disegno e Pittura – I° modulo, inziato a febbraio 2019, possiamo dire essere partito alla grande!
Una bella classe di 12 soci si sta cimentando con le basi del disegno, accompagnati dalla docente e artista Clarissa Lionello.
Nel corso delle prime lezioni i nostri giovani artisti hanno imparato le regole base per realizzare un buon disegno: con tanta passione e impegno si sono dedicati alla prospettiva, alle proporzioni e all’impostazione del chiaro-scuro.
Dopo tanti sforzi arrivano i primi risultati e le prime soddisfazioni.

Il David di Michelangelo a Fantalica

Il soggetto delle ultime lezioni è stato il celebre David di Michelangelo.
Come tutti sappiamo questa nota opera del Buonarroti è da sempre il simbolo della fiera indipendenza dei fiorentini: il comportamento eroico del protagonista rappresentò bene l’intenzione del popolo fiorentino di lottare contro ogni tirannia.
Furono gli operai della cattedrale di Firenze, nel 1501, ad offrire il compenso al maestro per la realizzazione del monumento.

La Repubblica fiorentina commissionò la grande statua del David a Michelangelo. Precisamente furono gli operai della Cattedrale di Firenze che offrirono, il 16 agosto 1501, un compenso di 400 ducati L’effige dell’eroe biblico venne poi collocata di fronte alla sede del governo, Palazzo Vecchio.

Il David di Michelangelo a Fantalica

La scultura concepita da Michelangelo ha un aspetto classico nella concezione del personaggio, nella rappresentazione e nelle forme. David è in piedi e somiglia a un dio Greco, eroico e fiero. Il momento raffigurato nel marmo è quello che precede il lancio della pietra che ucciderà Golia. Si tratta quindi della piena osservanza dei precetti della tragedia classica. Gli autori evitavano infatti la rappresentazione dell’azione nel suo compimento. Veniva così rappresentato il momento immediatamente antecedente, carico di aspettativa e di tensione. Inoltre lo sguardo di David è concentrato nel valutare il lancio da compiere. Questa interpretazione dell’evento pone così l’accento sulla ragione e sull’efficacia dell’intelligenza rispetto alla sola forza bruta esercitata da Golia.

Loggia e Odeo Cornaro – Visita Guidata

Pomeriggi d’Arte – 2018-2019 –  La settima VISITA GUIDATA del ciclo di Pomeriggi d’Arte  prevede la visita alla Loggia e Odeo Cornaro
Quest’anno Fantalica si concentrerà sulla scoperta di simboli e misteri nascosti tra alcuni capolavori dell’arte a Padova.

Loggia e Odeo Cornaro

La loggia e Odeo Cornaro è un complesso architettonico fatto edificare da Alvise Cornaro intorno alla prima metà del XVI secolo.

La loggia deve la sua esistenza all’interesse per il teatro antico. Fu infatti luogo di rappresentazione di molte opere di Angelo Beolco, meglio noto con il nome di Ruzante. L’architettura trova espressione nell’opera di Giovanni Maria Falconetto il quale realizza la prima “frons scenae” di epoca romana in terra veneta. Essa è caratterizzata da una scena a portico su una base rialzata arricchita da arcate, pilastri, fregi e chiusa da un fondale rappresentativo. Le rappresentazioni garantivano allo spettatore la giusta mescolanza di natura e cultura. Nei soggetti e nei motivi decorativi, infatti, si riprendono temi ed elementi classici come le statue di Diana, Venere Celeste e Apollo.

Loggia e odeo cornaro

L’odeo venne realizzato successivamente, intorno al 1530 , e principalmente dedicato alla musica, ai dibattiti e alle conversazioni erudite. La struttura ha pianta ottagonale e si ispira alla villa di Marco Terenzio Varrone. I fregi della volta richiamano quelli della Domus Aurea di Nerone e sono stati realizzati da Gualtiero Padovano. Fino al 1968 l’odeo rimase abitazione privata.
Il complesso della Loggia e Odeo Cornaro è una viva testimonianza del rinascimento Padovano.

Loggia e odeo cornaro

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Un tuffo nella storia: gita in battello lungo il Piovego – Visita Guidata

Portello Segreto 2019 – Simboli e misteri. La quinta VISITA GUIDATA del progetto Portello Segreto prevede il giro in battello lungo il Piovego dalle Porte Contarine alla Golena San Massimo.

Un tuffo nella storia: gita in battello lungo il Piovego

Il Piovego, canale artificiale emissario del Bacchiglione, rappresenta una delle vie più importanti di comunicazione tra Padova e Venezia. Il canale venne scavato dai padovani intorno al 1209 per garantire un punto di collegamento al Brenta e alla Laguna Veneta. Si rese quindi necessaria la costruzione di un porto fluviale arricchito da una scalinata e dalla caratteristica edicola, affinchè i viaggiatori potessero partecipare alla santa messa prima del viaggio. Ad oggi il Piovego è navigabile con i classici burchielli e a fini esclusivamente turistici.

Un tuffo nella storia: gita in battello lungo il PiovegoIl giro in battello partirà dalle Porte Contarine fino alla Golena S. Massimo. La conca delle porte contarine rappresenta uno dei monumenti idraulici più insigni di Padova. realizzato nel XVIII durante il governo dell’omonimo podestà.

Un tuffo nella storia: gita in battello lungo il PiovegoDurante il percorso sarà possibile visitare Porta Ognissanti, aperta eccezionalmente. La porta è attribuita all’architetto Guglielmo Grigi o de Grigis, detto il Bergamasco. Si caratterizza per una duplice facciata, sobria all’interno e maestosa, invece, quella rivolta verso il porto. Sulla porta è possibile ammirare l’orologio risalente al 1535. E’ sormontato da un padiglione ottagonale in pietra di Nanto, località sui colli Berici. All’interno del padiglione c’è la campana realizzata dall’antica fonderia De Poli di Vittorio Veneto, attiva dal 1454 e collocata poco meno di un anno fa. . Recentemente anche  l’orologio è stato rimesso in funzione per scandire come un tempo le attività del Portello.

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