Laboratori artistici “Il mio buffo Babbo Natale”

Chi ha mai visto veramente Babbo Natale?
Di che colore ha il cappello?
Il suo naso è grande o piccolo?
Ha la barba lunga o non ce l’ha affatto?

L’Associazione Culturale Fantalica propone in collaborazione con il Settore Cultura del Comune di Padova, la realizzazione di due laboratori artistici rivolti a bambini dai 6 ai 10 anni, dedicati alla creazione di un Babbo Natale frutto della fantasia dei bambini nell’ambito della mostraPrima di Babbo Natale. Santa Claus nelle illustrazioni tra Ottocento e Novecento”.

I laboratori artistici proposti nascono come offerta integrativa alla mostra proposta presso la sede di Palazzo Zuckermann dall’8 dicembre 2018 al 27 gennaio 2019 e dedicata alla storia e all’iconografia di Babbo Natale. Una proposta che mira a favorire la partecipazione e il coinvolgimento delle famiglie che potranno non solo ammirare la mostra, ma anche partecipare attivamente nella creazione del proprio personale Babbo Natale, attraverso l’utilizzo di materiali artistici e di recupero.

I laboratori, tenuti dall’artista e educatrice Vanilla Ragana, si terranno domenica 9 e domenica 15 dicembre 2018 presso la sala didattica di Palazzo Zuckermann dalle 15.00 alle 16.30

Laboratori artistici “Il mio buffo Babbo Natale”

ATTIVITA’ PROPOSTE

Il laboratorio proposto sarà suddiviso in due fasi:

– prima fase: accoglienza e racconto di una piccola storia dedicata ala figura di Babbo natale

-seconda fase: realizzazione dell’attività manuale con materiali artistici e di recupero (calzini, lane, bottoni…) per la realizzazione di un piccolo Babbo Natale personale da portare a casa.

Durante l’attività i genitori potranno visitare la mostra accompagnati da uno dei curatori, il dott. Marco Callegari

Il costo del laboratorio per ogni bambino partecipante sarà di 5 euro.
I bambini alla fine del laboratorio potranno portare a casa il loro piccolo Babbo Natale personale.
La visita alla mostra è gratuita.

Per info e prenotazioni:
Associazione Culturale Fantalica
Via Giovanni Gradenigo 10, Padova
Tel 0492104096, cell 3483502269

fantalica@fantalica.com

www.fantalica.com

Visita guidata a Palazzo Cavalli – Padova

Pomeriggi d’Arte – 2018-2019 –  Il terzo appuntamento del ciclo di Pomeriggi d’Arte  prevede la Visita guidata a Palazzo Cavalli a Padova.
Quest’anno Fantalica si concentrerà sulla scoperta di simboli e misteri nascosti tra alcuni capolavori dell’arte a Padova.

Visita guidata a Palazzo Cavalli a Padova – Storia

A cavallo tra il Quattrocento ed il Cinquecento, una delle famiglie più in vista del territorio veneziano, i Foscari, vollero acquistare un edificio a ridosso del centro storico di Padova e farne il loro palazzo principale in sede padovana.
La scelta, rispetto alla posizione geografica di tale edificio, si rivelò da subito un punto a favore nell’avvicinamento all’èlite padovana per la fam.Foscari. Una delle zone più scenografiche della città, a ridosso del Piovego e delle mura, all’arena romana e alle Porte Contarine; queste ultime caratterizzarono successivamente il nome del palazzo.

Visita guidata a Palazzo Cavalli

Passarono gli anni e ben presto si fece avanti un nuovo acquirente:il Procuratore Marin Cavalli. Egli acquistò il complesso e lo elevò a fastosa residenza. Fin da subito partì un piano di restauri: il procuratore volle convertire le fattezze del palazzo rinascimentale secondo il nuovo gusto dell’epoca, il Barocco.

Visita guidata a Palazzo Cavalli

 

Le sale al piano terreno vennero decorate ad affresco per mano di Michele Primon gettonato decoratore nella seconda metà del XVI secolo.

 

 

Un secolo, il ‘500, ricco di vicessitudini a Padova: la vita non era certo come la possiamo ritrovare oggi. Nuove famiglie cominciavano a farsi spazio, scalpitando, tra l’èlite padovana e questa, dal canto suo, faticava non poco a mantenere la propria posizione sociale.
Erano anni inquieti, fatti di intrighi, di potere e fasto sempre più sfacciato.
Anni in cui la città di Padova cresce e si abbellisce sempre più.
Anni in cui vari omicidi tenevano occupate le chiacchiere della bella città.
Una di queste portava il nome della bella Vittoria Accoramboni, duchessa di Bracciano.Visita guidata a Palazzo Cavalli

 

Come ampiamente documentato dalle cronache del tempo, a Palazzo Cavalli nella notte tra il 22 e il 23 dicembre del 1585, venne uccisa Vittoria, all’età di 28 anni, da un gruppo di uomini armati e mascherati.

 

 

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LO STILE ARTISTICO DI CLARISSA E DANIELA

Clarissa Lionello e Daniela Friso sono due docenti della nostra associazione, rispettivamente di pittura e fotografia.

Entrambi hanno un proprio stile nella loro arte, che ora scopriremo.

Per Clarissa il disegno rappresenta la base di ogni lavoro di pittura: è convinta che ogni artista debba avere una solida padronanza del disegno per poter rendere al meglio il reale.

Ama la pittura e l’insegnamento, il suo lavoro. Tutto questo le dà la possibilità di trasmettere la capacità di rappresentare e rendere concreto ciò che ognuno vede sommandolo alle proprie emozioni interne nel “percepire lo stile”: la realtà espressiva che rende diverso ogni soggetto.

clarissa e daniela
clarissa e daniela

Le sue opere pittoriche sono romantiche, riflessive, con particolare attenzione per i sentimenti e le emozioni. Il quadro è un fotogramma di un vissuto, una sfaccettatura dell’animo umano, a volte una rappresentazione simbolica.

Lo stile, prevalentemente realista con parentesi impressioniste, ha anche in ultima un’influenza dall’arte classica.

Daniela Friso è appassionata del bianco e nero e dei colori forti, poco propensa a elaborazioni e finzioni, fermamente convinta della foto creata sul campo, inseguita, ragionata e stampata.

clarissa e daniela
clarissa e daniela

Il suo lavoro fotografico è dedicato e liberamente ispirato alla Pop Art e alla Narrative Art degli anni sessanta e settanta, gli anni liberi e creativi del nostro passato prossimo. E’ ancora attuale il modo di rappresentare eventi in sequenza, e altrettanto affascinante usare il colore per esaltare un concetto.

E’ un percorso in cui sono sinonimi passione, forza e libertà, in cui i volti diventano storie e dimostrano personalità e carattere, con la consapevolezza di comunicare un messaggio positivo e di condanna a qualsiasi forma di costrizione.

I dipinti di Clarissa e le fotografie di Daniela saranno mostrati alla Biblioteca comunale di Maserà di Padova da venerdì 23 novembre a sabato 1 dicembre.

Palazzo della Ragione – Visita guidata

In primo piano

Pomeriggi d’Arte – 2018-2019 –  La seconda VISITA GUIDATA del ciclo di Pomeriggi d’Arte  prevede la visita al Palazzo della Ragione a Padova.
Quest’anno Fantalica si concentrerà sulla scoperta di simboli e misteri nascosti tra alcuni capolavori dell’arte a Padova.

Palazzo della Ragione a Padova

Siamo nel 1218, a Padova è una giornata fresca e limpida, quando Giovanni degliPalazzo della Ragione Eremitani firma i documenti per dare inizio alla costruzione della nuova sede comunale di Padova.
Questa struttura pubblica, una delle più grandiose tra quelle risalenti all’età gotica, fu realizzata in pieno periodo comunale, in una foggia ridotta e semplice.
Di Giovanni degli Eremitani non sappiamo poi molto, ma dell’opera  cui diede inizio, sicuramente le notizie sono assai più cospicue.

Edificato ed abitato in età precedenti il luogo dove sorge l’attuale Palazzo della Ragione rimane il cuore della città di Padova. Unici testimoni sono le fonti e i resti architettonici.
Sotto il Palazzo, infatti, rimane memoria dell’età romana. Le testine romaniche scolpite, poste sugli stipiti degli archi di accesso al mercato sotto il Salone, ne sono una riprova. Non si conosce la data esatta della costruzione primitiva ma già nel 1166 esisteva la parte inferiore dell’edificio che aveva funzioni pubbliche.

Palazzo della Ragione - scavi

I resti romani rinvenuti in sito, nel corso degli scavi condotti sul finire del secolo scorso, sono visibili a circa 7 metri di profondità rispetto alla quota di calpestio del soprastante Palazzo. Si tratta di una piccola porzione di edificio domestico di età imperiale, costruito a sua volta sopra strutture più antiche. Si possono ancora ammirare murature con tracce di affreschi parietali e un frammento di mosaico pavimentale bianco e nero. Tali elementi si conservarono sotto il crollo della copertura in tegole e coppi.

 

L’imponenza fisica del Palazzo della Ragione rispecchia l’importanza del luogo ed il valore che questo ha avuto nel corso della storia di Padova.
Lungo 82 metri ed alto 27 metri separa Piazza delle Erbe da Piazza della Frutta.
Inizialmente l’edificio aveva lo scopo di ospitare i tribunali e gli uffici finanziari.
Ruolo che rispettò in età comunale, ma anche durante la signoria Carrarese e durante la dominazione Veneziana (fino al 1797).

Un edificio dalle molte facce: a seconda delle esigenze della città si convertiva anche in sede commerciale, funzione che mantenne nel tempo.
Uno stretto rapporto ha da sempre legato il Salone e la giustizia.
“Salone” …
Fu proprio Johann Wolfgang Goethe, dopo una visita a Padova, a definire il Palazzo della Ragione il “Salone”: una sala talmente grande da non riuscirla ad immaginare neanche dopo averla vista.
Palazzo della Ragione - internoAi giorni di frate Giovanni degli Eremitani la vita delle città comunali era regolata da “statuti”: i primi risalgono all’inizio del XII secolo e riguardano soprattutto il commercio e le istituzioni politiche.
La forma attuale la si deve proprio a quest’uomo: tra il 1306 e il 1309 fece alzare la grande volta in legno a due calotte.
In un secondo momento furono aggiunti il porticato e le logge a copertura delle scale.
Il tetto fu rifatto, a capriate in legno di larice, secondo il modello di una carena di nave rovesciata: senza colonne centrali e ricoperto da piastre di piombo.

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